trinità impossibile: salari, inflazione e profitti

crisi

l’articolo dell’economista della Deutshe Bank si basa sul concetto economico di trinità impossibile.http://www.wallstreetitalia.com/deutsche-bank-stati-uniti-incastrati-in-trinita-impossibile/

in base a questa teoria in ogni Economia si possono raggiungere solo due dei tre obiettivi seguenti, crescita dei salari, crescita dei profitti, crescita dell’inflazione.

Ad esempio si puo’ decidere di far salire i salari, facendo salire i salari si verificheranno due possibilita’, i costi aumenteranno e saranno assorbiti dalle aziende che quindi, vedranno diminuire i profitti, oppure saranno scaricati sui clienti aumentando i prezzi e, quindi, facendo salire l’inflazione.

dunque non si puo’ fare crescere le tre variabili contemporaneamente tutte assieme, una delle tre deve essere sacrificata.

la teoria alla base di queste affermazioni espresse nel concetto della trinità impossibile si basa sull’assunto che l’impresa determini il prezzo dei suoi prodotti in base ad un “mark Up” determinato sui costi, ad esempio le aziende determinano i prezzi dei prodotti raddoppiando i costi di produzione, quindi se il mio prodotto mi costa 50 euro per produrlo, e a causa del’aumento dei salari cui non fa fronte un aumento proporzionale della produttività,  il costo di quel prodotto passa a 60 euro, allora l’azienda fissera’ il prezzo del prodotto a 120 euro, (oppure a 110 euro se assumiamo che l’azienda anziché raddoppiare i prezzi fissi un margine di guadagno fisso di 50 euro sui costi).

qualunque sia il metodo adottato dall’azienda, all’aumentare dei costi seguira’ un aumento dei prezzi, altrimenti se decidera’ di mantenere il prezzo di vendita costante a 100 euro, il guadagno dell’azienda non sara’ piu’ 50 euro ma 40 euro, dunque niente inflazione e profitti in calo.

OSSERVAZIONE: in realta’ le cose non stanno proprio cosi, infatti e plausibile che all’aumentare costante dei salari della classe media nel tempo potrebbe verificarsi una diminuzione dei salari dei dirigenti, nelle ultime decadi, infatti, i salari medi sono diminuiti mentre sono cresciuti i salari dei top manager, il rapporto tra lo stipendio piu’ basso in un’azienda e quello piu’ alto nella stessa, cinquanta anni fa era di 1 a 14, ora siamo su valori di 1 a 100 o giu’ di li.

Dunque l’aumento costante dei salari nel lungo periodo farebbe piu’ plausibilmente diminuire i salari dei dirigenti, altrimenti e’ vero, potrebbero diminuire i profitti delle aziende.

ma a badare bene anche questa seconda ipotesi presa in esame dal dilemma della trinità impossibile potrebbe non verificarsi.

Avevo poco prima detto che le aziende calcolino i prezzi dei prodotti applicando un “mark Up” sui costi, questa teoria e’ valida fino ad un certo punto, nella realta’ a determinare i prezzi non sono le stesse aziende ma il mercato, cioe’ le aziende non hanno un potere assoluto di determinare i prezzi dei propri prodotti ma lo subiscono.

Mi spiego meglio, le aziende applicano il prezzo piu’ alto che possono permettersi viste le condizioni di mercato, tanto per farmi capire se anche con l’aumento dei salari ci fosse un aumento dei costi, cosa peraltro non certa perche’ come ho spiegato nell’osservaizone un aumento dei salari non genera necessariamente un aumento dei costi, il maggiore costo del salario dei lavoratori medi potrebbe essere assorbito da una diminuzione dei salari dei dirigenti senza impattare sui costi globali, ma anche se cio’ accadesse, l’aumento dei prezzi non sarebbe automatico.

fintantoche’ le aziende hanno i magazzini pieni, oppure hanno capacita’ produttiva in eccesso, cioe’ linee di produzione capaci di produrre cento pezzi in un anno ma a causa della crisi se ne producono solo 50 e, magari, meta’ di questi 50 non vengono nemmeno venduti perche’ non c’e nessuno che li compra, allora un aumento dei costi di produzione per effetto dei salari non si tramuterà in un aumento del prezzo e, quindi, dell’inflazione.

Ovviamente il mio ragionamento si basa sul medio e lungo periodo, nel breve periodo l’affermazione della trinità impossibile e’ piu’ probabile e plausibile, e’ tuttavia possibile pero’ che l’aumento dei salari da una parte causera’ una diminuzione dei profitti delle aziende, dall’altra pero’ potrebbe far aumentare la domanda, dunque il profitto che le aziende perderanno per effetto dell’aumento dei costi lo guadagneranno in termini di maggiori vendite.

io sono convinto che aumentare i salari sia la scelta giusta, se oggi ci troviamo in crisi profonda e’ proprio a causa dei salari bassi, le aziende hanno costi di produzione bassissimi, perche’ il lavoro lo pagano poco soprattutto ora che producono quasi tutti nei paesi dell’Est dove la manodopera costa pochissimo, ma cosa se ne fanno di avere costi bassissimi di produzione se poi non riescono a vendere?

la crisi oggi e’ una crisi di domanda, e l’unico modo per uscirne e’ proprio far crescere i salari.

 

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