i retroscena della vigilanza bancaria europea

 

palazzo della BCE

circa un anno fa era apparsa la notizia sui giornali tradizionali e in televisione della nuova disciplina sui fallimenti bancari , cioè l’entrata in vigore a partire dal 2016 della pratica del “Bail in” in sostituzione del sistema attuale chiamato “Bail out” e la modifica organizzativa dei compiti d vigilanza bancaria.

Ovviamente la cosa era stata riportata sui social ed io stesso avevo assistito una discussione su G+ tra alcune persone, una discussione molto accesa contro il Bail In e contro il governo e l’europa che lo avevano voluto. Tutti a criticare il Bail In perché’ , a dire di tutti, si trattava di un esproprio a danno dei risparmiatori, dunque l’ennesimo furto articolato dal Governo per far pagare la gente comune a vantaggio dei potenti.

Prima di mettermi a ragionare se questa affermazione fosse vera oppure no, il mio pensiero andò un po piu’ indietro quando partecipai ad un seminario sullo stato di salute sistema bancario europeo. Il relatore di quel seminario, oltre ad anticiparci la decisione del “bail in” presa dai governi europei a Basilea in Germania poco tempo prima,  ci aveva illustrato alcuni dati sconcertanti sullo stato di salute del sistema bancario europeo, quei dati mostravano che esso era seriamente malato, sebbene con una certa differenza nel genere tra i mali che caratterizzavano le banche del nord europa da quelle del sud.

I bilanci delle banche del Nord Europa soffrono per via dei titoli tossici che hanno in pancia, chi di voi ricorda i titoli spazzatura sub prime della crisi del 2008? molti di quei titoli erano finiti in vario modo in pancia ai bilanci delle banche nord europee, si tratta di una enorme bomba innescata che nessuno sa con certezza quando scoppierà’. Si tratta di una vera bomba finanziaria, basti pensare che la Deutsche bank ha in pancia titoli tossici pari a circa 20 volte il debito pubblico tedesco. Ovviamente non sono tutti titoli a rischio, molti di quei titoli tossici sono assicurazione sui crediti con la quale la banca tedesca ha assicurato gli investimenti in debito pubblico di altre banche e istituzioni finanziarie in tutto il mondo. Dunque non e’ detto che esploda, tuttavia la sua dimensione da una parte e la crisi dei debiti sovrani dall’altra, lasciano non poche preoccupazioni; se dovesse esplodere non ci saranno risorse finanziarie in tutto il mondo e in tutto il sistema solare che possano salvarla.

i bilanci delle banche del Sud Europa invece soffrono sopratutto dei cosiddetti “Non Performing Loan” o “sofferenze” in italiano, cioe’ titoli di credito, quali prestiti o mutui concessi a famiglie e imprese che, a causa della crisi economica che ha coinvolto il sud europa, quelle famiglie e quelle imprese non sono piu’ in grado di restituire. la cifra delle sofferenze e degli incagli bancari ammontano a circa 200 miliardi di euro, cioe’ il 10% del totale monte prestiti concessi dalle banche italiane (1833 mld euro, luglio 2015), nel 2007 la percentuale dei crediti a sofferenza sul totale prestiti ammontava al 2,8%. per approfondimenti puoi leggere il comunicato stampa abi luglio 2015.

ovviamente alla pubblicazione di quei dati spaventosi, che rischiano di far crollare non soltanto l’architettura dell’euro e delle Europa, ma mettono a rischio – a mio avviso – l’intero sistema monetario moderno con conseguenze catastrofiche che nessuno puo’ immaginare, in Europa si era accesa una viva discussione su come porre rimedio.

la soluzione e’ stata quella di accentrare in seno alla BCE i compiti di vigilanza bancaria sulle banche europee, dunque la vigilanza bancaria non era piu’ lasciata ai singoli stati i quali perdevano un altro pezzo della loro sovranità.

I compiti di vigilanza bancaria non sono cosa da poco, perche’ chi ha quei compiti puo’ decidere se una banca deve o non deve ristrutturarsi, deve o non deve patrimonializzarsi, e, in un’ottica di bail in, deve o non deve fallire e soprattutto come.

Si tratta dunque di un enorme potere di influenza politica ed economica, ovviamente non c’e’ nessun motivo per cui la BCE sia piu’ brava dei singoli organi di vigilanza nazionali nel garantire il proprio sistema bancario, ma aver accentrato i compiti di vigilanza bancaria ad un unico organo ha difatti dato potere sovranazionale alla Germania, la BCE infatti e’ partecipata dalle singole banche centrali, ma le singole banche centrali non hanno potere paritario, la Bundesbank e’ noto che ha un potere di indirizzo sulle scelte della BCE molto piu’ forte di quanto ce ne abbia la Banca di Italia, della Grecia, della Spagna o del Portogallo.

grazie a cio’ la Germania puo’ ad esempio esercitare il suo volere sulle banche italiane e soprattutto, puo’ farlo con molto piu’ incisivita’, e credetemi, lo ha pure fatto. Prima vi avevo detto che sia le banche del nord europa sia quelle del sud europa stanno correndo seri rischi di insolvenza, quelle del nord per i titoli tossici, quelle del sud per le sofferenze; sebbene entrambe siano un problema per la solidita’ del sistema bancario e’ passata la linea che solo le sofferenze costituiscano un problema per la solidità’ del sistema bancario europeo, quindi le banche tedesche come la Deutsche Bank, sebbene essa sia a mio avviso una banca quasi fallita, per la BCE invece essa e’ valutata una banca solida, dunque non soggetta a pesanti misure di controllo dagli organi di vigilanza.

Non solo, e passata anche un’altra mozione tutta tedesca  con la quale le sue Sparkasse (banche cooperative tedesche) sono escluse dall’ambito di potere di controllo della BCE, e secondo molti analisti le Sparkasse tedesche hanno non pochi problemi di insolvenza.

come ho spiegato in un altro mio articolo dal titolo i retroscena del fallimento delle quattro banche italiane  , la Germania ha influenzato anche il fallimento delle quattro banche fallite nei giorni scorsi, tra cui la piu’ importante e’ la Banca Etruria, come avevo spiegato nel mio articolo le banche potevano essere salvate e, con loro i risparmiatori, come si e’ sempre fatto in Italia, cioe’ facendole accorpare con altre banche piu’ grosse, ed il problema era risolto e nessuno si faceva male, ma questo metodo da sempre usato dalla Banca di Italia con successo non e’ stato preso in considerazione perche’ la Banca di Italia non ha piu’ i poteri di vigilanza bancaria, ovvero esercita quei poteri ma risponde al suo capo che e’ la BCE, la BCE risponde alla Germania, e la Germania ha interesse nel nostro fallimento, essa applica la regola in base al detto “morte tua vita mea”, la Germania salva il suo sistema finanziario malato con la morte di quello italiano.

per approfondimenti:

tutti zitti e mosca.

tutte le porcate dell’Europa tedesca.

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