il PIL: arma di distruzione di massa, parte I

il PIL non misura la ricchezzaIntroduzione

Nessuno strumento di calcolo economico ha avuto piu’ successo quanto il PIL, tutti lo conoscono, tutti ne parlano, e’ utilizzato in ogni discussione economica per sopportare o negare una certa scelta economica, una teoria, un’azione del governo.

Eppure il modo in cui e’ costruito il PIL spesso finisce per fuorviare le analisi economiche, ottenendo come risultato fare apparire buoni fatti economici che spesso invece di buono hanno poco o nulla.

Prima di tutto pero’ voglio precisare che il modo in cui si misura la ricchezza di una nazione non e’ una cosa da poco, infatti come vedrete piu’ avanti il PIL e’ una misura che favorisce il consumismo, lo spreco di risorse, e non alimenta il benessere della popolazione, inoltre a causa del PIL i governi sono costretti a prendere decisioni molto importanti che incidono sulla vita di tutti noi ogni giorno. Ad esempio il PIL e’ calcolato per misurare altri valori, come il deficit/pil che determina le scelte fiscali e i tagli alla spesa degli stati membri della UE, dunque se il nostro governo ha deciso di tagliare le spese per la sanita’ o aumentare le tasse sulla casa e sul lavoro e’ proprio perché esso deve mantenere il proprio deficit di bilancio entro il 3% del suo PIL, ecco un piccolo esempio che dimostrata l’importanza del calcolo del PIL per tutti noi.

Le lobbie economiche hanno da subito imparato ad utilizzare il PIL sfruttandolo a proprio vantaggio, i governi di tutto il mondo hanno imparato ad analizzarlo e a pubblicarlo, ma come vedremo piu’ avanti le cose spesso stanno diversamente da come sembrano.

Prima di discutere sul perche’ il PIL non e’ un buon strumento di analisi economica, e prima ancora di proporre un valido sostituto e come la applicazione di questo nuovo strumento cambi un po’ le carte in tavola, e’ doveroso prima di tutto spiegare brevemente che’ cos’è il PIL, quindi cosa misura e cosa non misura. Ovviamente come al mio solito spiegherò le cose in modo semplice cosi’ da rendere la lettura facile anche a chi non ha sufficienti basi di economia.

Prima pero di entrare nel cuore della discussione vi propongo il discorso di R. Kennedy a proposito del PIL:

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jpnes, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e nonfa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.

 

Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

il PIL

la seguente affermazione e’ presa direttamente da wikipedia.

In macroeconomia il prodotto interno lordo[1] (PIL) è il valore monetario totale dei beni e servizi prodotti in un Paese da parte di operatori economici residenti e non per il periodo di tempo, generalmente un anno, e destinati al consumo dell’acquirente finale, agli investimenti privati e pubblici, alle esportazioni nette (esportazioni totali meno importazioni totali). Non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi di beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi.

Come si evince dalla citazione nel PIL sono sommati i valori dei beni e servizi finali prodotti in un determinato anno dagli abitanti (quindi anche stranieri) in una determinata nazione. Giustamente nella somma del PIL entrano soltanto i beni finali e non quelli intermedi perche’ nel valore monetario del bene finale e’ gia’ incluso il valore dei beni intermedi utilizzati per produrlo.

Ma badate bene che si usa il termine valore monetario, esso e’ importante, in parte perche’ permette di ottenere un valore unico esprimendo il valore dei beni e servizi sula base del loro prezzo, pertanto alla fine del calcolo avremo un solo valore espresso in una qualche moneta, valore che’ potra’ essere facilmente confrontato nel tempo per valutare se uno stato sta diventando piu’ ricco o piu povero e per confrontare la ricchezza prodotta da nazioni differenti, ovviamente dopo aver tradotto il PIL in una moneta comune, di solito l’euro oppure il dollaro.

Questa semplicità di presentazione del PIL e’ il motivo per cui e’ diventato cosi’ famoso e utilizzato, altre tecniche per misurare il benessere e la ricchezza invece, fanno uso di molti indicatori (non uno solo come nel caso del PIL), dunque il risultato del calcolo sulla ricchezza e benessere forniti da altri metodi hanno lo svantaggio di perdere l’immediatezza che invece caratterizza lo strumento del PIL.

Inoltre confrontare sinteticamente se una nazione sta diventando piu’ ricca nel tempo o per confrontare i suoi risultati economici rispetto ad altre nazioni diviene pressoché difficile, o comunque molto meno immediato con i metodi a variabili multiple rispetto al metodo di calcolo del PIL.

Fatte le dovute precisazioni a favore del PIL, ora e’ il caso di spiegare invece quali sono i suoi limiti:

Il problema intanto sta nel fatto che sono calcolati solo i valori monetari frutto di scambio di denaro, dunque a titolo di esempio, nel calcolo del PIL non entra il valore dei beni e servizi a titolo gratuito. Se una persona ad esempio decidesse di coltivare un orto per autoconsumo il PIL diminuirebbe perche’ quella persona comprerebbe meno frutta e verdura, tuttavia il suo consumo di frutta e verdura nel frattempo non e’ diminuito, egli consuma la stessa quantita’ di frutta e verdura (forse anche di piu) e di migliore qualita’ (e la qualita’ non e misurata dal PIL), oppure se tutti diventassimo civili e spegnessimo la macchina ai semafori, il PIL diminuirebbe perché’ ci sarebbe minor consumo di energia, ma i km percorsi in macchina sarebbe gli stessi. Se diminuisse il consumo di carne e proteine animali e adottassimo tutti uno stile di vita vegan, le malattie diminuirebbero del 90%, dunque ci sarebbe un bel crollo del PIL perché le spese sanitarie sono una bella frazione dell’intera produzione nazionale nei Paesi evoluti. Allo stesso modo se si alleggerissero le norme anti inquinamento e i controlli, per effetto del maggiore inquinamento che ne conseguirebbe ci sarebbero molte piu’ persone malate di tumore e, dunque una maggiore spesa sanitaria e dunque un aumento del PIL.

ma il PIL, oltre ad essere calcolato misurando il valore monetario dei beni e servizi di una nazione, puo’ essere calcolato in modo equivalente sommando tutti i redditi di una nazione, redditi da lavoro e redditi da capitale. I due metodi di calcolo, cioe’ la somma dei valori monetari dei beni prodotti in una Nazione e la somma dei redditi percepiti in quella nazione sono equivalenti perché portano allo stesso risultato, dopotutto il fatto che il PIL cresca indica che gli abitanti di una certa nazione hanno visto crescere i loro stipendi, (almeno a livello teorico).

Ora facciamo alcuni semplici esempi, un primo esempio per capire come il PIL ci consente di mettere a confronto le economie di due o piu’ nazioni nazioni diverse ed il secondo per misurare lo sviluppo della ricchezza di una nazione nel tempo.

esempio 1. immaginiamo due nazioni, una nazione A ed una nazione B, in A vivono 10 persone ed in B vivono 15 persone, immaginiamo ora che il PIL di A e’ pari a 100 euro, mentre in B e’ pari 150 euro, allora potremmo dire che B e’ piu ricca di A perche il suo PIL e’ piu’ alto, in realtà il PIL pro capite di entrambe la nazioni e’ esattamente uguale, infatti il PIL pro capite si misura il PIL per la popolazione, dunque

in A abbiamo PIL pro capite = 100 / 10 = 10

in B abbiamo PIL pro capite = 150 / 15 = 10

esempio 2. immaginiamo una nazione che chiamiamo C composta da 10 abitanti, con le prime 9 persone che guadagnano 10 euro all’anno mentre la decima persona guadagna 100 euro all’anno. sulla base di questi dati sappiamo che il suo PIL misura 190  euro, infatti 190 e’ semplicemente la somma dei redditi annuali percepiti dagli abitanti di quella nazione.

esempio 3. ora immaginiamo che in questa ipotetica nazione dieci anni dopo i redditi si sono evoluti nel modo seguente, le prime 9 persone guadagnano 11 euro  mentre la decima persona guadagna 110 euro, nel frattempo l’inflazione tra i due periodo e’ stata del 10%. per calcolare se la nazione e’ diventata piu ricca o povera nei due periodi occorre prima di tutto calcolare il PIL, che in questo caso si chiama anche PIL nominale perche’ non tiene conto dell’inflazione: il calcolo e’ 209 euro, puoi fare i calcoli da solo perche’ tanto sono semplici.

ma ora la domanda e’, la ricchezza e’ aumentata?

per rispondere dobbiamo confrontare i due periodi tenendo conto del PIL a prezzi correnti, eso si calcola misurando i beni e servizi in base al prezzo che avevano nel periodo base, cosi facendo si tiene conto dell’inflazione intercorsa ne due periodi e possiamo confrontare i dati periodali, poiché l’inflazione nei due periodi e’ stata del 10%, allora il PIL del secondo anno a prezzi costanti in base al primo periodo sara’ pari 0,9 x PIL del secondo anno, dunque il PIL a prezzi costanti del secondo periodo sara’ pari a 0,9 moltiplicato 209 uguale 189 euro.

Come si vede la ricchezza non e’ cresciuta nei due periodi, e’ rimasta in pratica stabile e l’aumento del PIL nominale nei due periodi e’ stato dovuto per intero all’inflazione.

esempio 4. ora immaginiamo invece che nel secondo periodo l’inflazione e’ stata pari a zero, e i redditi si sono modificati nel modo seguente: le prime 9 persone hanno visto contrarsi i redditi di un euro, mentre la decima persona ha visto crescere i suoi redditi del 20%, in tal caso il pil si calcola come segue.

dobbiamo calcolare i redditi, le prime 9 persone sono passate da un reddito di 10 euro ciascuna a 9 euro ciascuna, dunque il gruppo ha guadagnato  81 euro in tutti, cioe’ 9 euro ciascuno per 9 persone in tutto, lultima persona piu’ ricca invece ha incrementato il proprio reddito del 20% dunque nel rpimo periodo guadagnava 100 allora nel secondo periodo guadagnera’ 120 euro , il PIL dela nazione sara’ dunque passato da 190 euro del periodo 1 a 81 + 120 = 201 euro del periodo 2.

ma ora la ricchezza della nazione e’ aumentata? poiche’ l’inflazione e’ stata pari a zero, i due periodi sono direttamente confrontabili, e la risposta e’ si, la ricchezza e’ aumentata passando da 190 a 201 euro, tuttavia il 90% della popolazione e’ divenuto piu’ povero e la ricchezza si e’ concentrata nel 10% piu’ ricco della popolazione, cosa alquanto usuale. questo esempio e’ importante perche’ ci aiuta a capire perche’ siamo sempre piu poveri eppure il PIL aumenta costantemente quasi sempre. IN definitiva il PIL, oppure la sua variante del PIL pro capite sono una misura fuorviante della ricchezza prodotta in un determinato paese.

Gli esempi di cui sopra ci spiegano che il metodo di calcolo del PIL e’ spesso anche fuorviante, inoltre, vista la sua importanza per le ripercussioni che può avere sulla vita di tutti noi dal momento che influenza le politiche fiscali del governo, si richiede a mio avviso una sua modifica,

la prima modifica secondo me e’ quella di tenere in considerazione soltanto i redditi totali meno i redditi del 10% piu’ ricco., cosi’ facendo infatti, potremmo escludere il percentile piu’ alto togliendo alcune misure che inquinano i nostri dati, renderemmo il dato del PIL piu’ confrontabile nel tempo e capiremmo meglio se nel tempo la nazione sta diventando piu’ ricca e piu’ povera, inoltre e un calcolo facile perche’ i dati sui redditi per percentili sono disponibili perche’ tutti gli enti di statistica li calcolano costantemente.

ma questo dato non sarebbe sufficiente perché’ non terrebbe conto di fattori come l’inquinamento, come lo spreco di risorse, come la salute eccetera, ecco perche’ un metodo semplice potrebbe essere quello di togliere dal calcolo del PIL le spese sostenute per l’energia e le spese sanitarie, queste due voci infatti sono voci importanti del PIL e sono quasi sempre legate a fattori che contrastano con il benessere della nazione.

Se noi adottassimo questo sistema nel calcolo del PIL le politiche dei governi terrebbero conto do fattori che realmente influenzano positivamente il benessere e la ricchezza di una nazione e non sarebbero compromesse, ovvero inquinate, da fattori fuorvianti, o almeno lo sarebbero in misura decisamente inferiore.

il testo continua prossimamente.

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