la truffa della moderna politica monetaria

politica monetaria

1.Prefazione

In questo breve articolo mi sforzo di spiegare in modo semplice e con esempi di facile comprensione i difficili meccanismi che stanno dietro alla politica monetaria delle banche centrali, in particolar modo a quelle della BCE.

ovviamente non faro’ uso di tecnicismi e non spiegherò tutti gli strumenti finanziari, sarebbe troppo lungo.

prima di passare agli esempi su come le politiche monetarie della BCE siano di stimolo per la creazione di ricchezza solo della grande Finanza e per contro impoveriscano la gente comune, tratterò alcune nozioni sugli strumenti monetari adottati dalla BCE

seguira’ una breve spiegazione delle politiche monetarie del passato, cosi da darti una idea piu’ completa sui suoi meccanismi e capirai il perché si e’ evoluta nel modo che conosciamo oggi.

al termine della lettura sarai in grado di capire la truffa che si nasconde dietro.

2. Introduzione.

negli ultimo periodo si e’ molto sentito parlare di strumenti monetari quali il LTRO e il QE, ma cosa sono?

per parafrasare Mario DRaghi, gli LTRO e il QE sarebbero le famose munizioni del suo bazooka, chi di voi non ricorda Draghi quando disse che per salvare l’euro si era dotato di un bazooka e che lo avrebbe usato costi quel che costi?

Bene, gli LTRO ed il QE sono appunto le munizioni di quel bazooka.

ma ora spieghiamo meglio come funzionano i due strumenti tanto utilizzati dalla BCE e di cui tanto si e’ sentito parlare in televisione.

 

LTRO

gli LTRO sono dei prestiti che la BCE concede alle banche commerciali, sono stati utilizzati nel 2012 alla genesi del terremoto finanziario che aveva coinvolto il debito pubblico italiano, ma anche quello Spagnolo, e che aveva causato l’ormai nota crisi degli spread, cioè il differenziale di tasso di interesse pagato sul debito italiano e spagnolo rispetto a quello tedesco, cosi’ alto da mettere a rischio la capacita’ di rimborso dei due Stati sovrani e, dunque, la fine inevitabile del sistema euro.

magari fosse successo!

quei soldi sono risorse messe a disposizione dalla BCE, dunque si tratta di interventi della banca centrale con la quale essa emette un prestito alle banche commerciali che lo richiedono, il prestito ha una durata triennale ed e’ concesso al tasso agevolato del 1%.

come collaterale di quel prestito la BCE chiede alle banche commerciali titoli di debito pubblico a garanzia  del prestito concesso.

quando si era innescata la crisi dei debiti sovrani in Europa, i tassi sul decennali italiani e spagnoli erano del 7%, allora cosa pensate che le banche hanno fatto con quei soldi?

hanno acquistato titoli di debito pubblico al 7% e li hanno ceduti alla BCE pagando solo 1%.

un bel guadagno, non c’e’ che dire.

QE.

qe e’ l’acronimo di quantitave easing ed e’ una parola inglese per significare piu’ semplicemente che la banca centrale sta operando una politica monetaria accomodante, consiste cioe’ nello stampare una enorme quantità di nuova moneta (60 mld di euro al mese) da immettere in circolazione per stimolare la crescita economica e alzare l’inflazione.

sara’ vero?

in realta’ il QE ha solo il beneficio di abbassare i tassi di interessi sul debito pubblico, dunque e’ un valido strumento per salvare gli stati ad alto debito come l’italia dal fallimento, infatti l’italia, a causa della crisi economica, a causa del suo alto debito e delle enormi risorse finanziarie che deve pagare in interessi, e’ a serio rischio di insolvenza, mantenendo bassi gli interessi sul debito si fornisce respiro alle sue deboli finanze perché permette al nostro ministero delle finanze di risparmiare cospicue somme in interessi.

Prima del QE, lo stato italiano pagava ogni anno circa 100 mld di euro in interessi, oggi ne paga circa 70.

 

dunque qual’è la differenza tra gli LTRO ed il QE?

la prima importante differenza sta nel fatto che in quest’ultimo strumento, cioe’ nel QE,  le risorse messe in campo dalla BCE sono moneta di nuovo conio, mentre nel primo caso no.

la seconda differenza sta nel fatto che gli LTRO erano indirizzati sono all’acquisto di titoli di debito pubblico (non tutti, ad esempio non erano accettati i titoli di debito della Grecia, chissà perché), mentre con il QE la BCE presta soldi alle banche commerciali ricevendo a garanzia anche azioni, anche titoli tossici con notevoli benefici sui bilanci malati delle banche commerciali.

 

qual’e’ stato il guadagno?

a guadagnarci non sono stati solo i bilanci delle banche, con gli LTRO le banche compravano pagando 1% per acquistare titoli che vendevano il 7%, con il QE hanno patrimonializzato rendendo liquide risorse investite in titoli tossici, ma a guadagnarci sono stati anche i mercati di capitali, quelli obbligazionari governativi nel primo caso (LTRO), tutti i mercati nel secondo caso , mercato azionari ed obbligazionario (QE).  

non e’ un caso che da quando e’ stato messo in campo il QE le borse sono cresciute di parecchio, di seguito il grafico della borsa italiana un anno prima del QE e un anno dopo.

 

grafico borsa italiano ultimi due anni

come si vede dal grafico, abbiamo due curve ben distinte, una prima del QE ed una dopo il QE, quella prima del QE si attestava su valori più bassi, la seconda curva invece su valori piu’ alti, inoltre il minimo toccato dalla borsa italiana e’ stato a gennaio 2015 che fa da spartiacque tra i due periodi, ed e’ proprio subito prima del QE.

per coloro i quali vogliono approfondire l’argomento QE,  suoi effetti e i suoi limiti, potete leggere l’articolo seguente.

qe o no qe, questo e’ il dilemma.

3. Breve storia delle politiche monetarie.

prima di passare a trattare gli effetti che le politiche monetarie della BCE hanno sulla ricchezza di tutti noi, devo spiegarti per prima cosa come funzionavano le politiche monetarie prima della BCE, solo cosi’ avrai le necessarie conoscenze per comprendere i meccanismi che si nascondono dietro questa oscura materia che e’ la moneta.

la moneta nasce perche’ lo Stato la stampa, e tutti la accettano per i pagamenti tra privati perche’ lo Stato impone tasse e quelle tasse devono essere ripagate con quella moneta.

Quei soldi quando sono stati stampati per la prima volta dallo Stato entravano nelle sue casse, e finivano in circolo perche’ lo Stato pagava i suoi dipendenti con quella moneta, oppure pagava i propri fornitori (in entrambi i casi si tratta di spese correnti)

ma soprattutto lo Stato usava quei soldi per grandi opere di investimento, ad esempio come durante il periodo fascista quando Mussolini impiego ingenti somme di danaro di nuova emissione per bonificare le paludi, per creare strade, acquedotti e altre opere pubbliche.

Quei soldi poi ritornavano nelle casse dello Stato per mezzo della tassazione, non tutti naturalmente, perché la maggior parte erano investiti in grandi opere che hanno lunghi periodi di ritorno.

ipotizziamo ora che lo Stato non faccia piu’ investimenti pubblici, i soldi che ha stampato finiscono in circolo nel modo spiegato poc’anzi, una parte dei soldi ritorna nelle sue casse sotto forma di tassazione e con quei soldi paga gli stipendi pubblici, finanzia cioe’ le spese correnti.

ora immaginiamo che i soldi incassati siano meno dei soldi spesi perche’ lo Stato ha deciso di fare nuovi investimenti in opere pubbliche e i soldi incassati con le tasse non sono sufficienti a coprire tutte le spese, lo Stato allora si trova in una condizione di deficit pubblico, cioe’ le uscite sono maggiori delle entrate, il che non e’ male perche’ in un altro mio articolo spiegherò che il deficit di bilancio e’ condizione necessaria per creare ricchezza nel settore privato, cioe’ ricchezza per tutti noi.

ma tu ti starai chiedendo, uno Stato che ad esempio spende 105 e ne incassa solo 100, dove trova gli altri 5 che mancano?

lo Stato può ad esempio decidere di stamparli, lo puo’ fare perché nessuno glielo puo’ impedire, basta deciderlo.

ma lo Stato puo’ anche chiederli in prestito dai cittadini che hanno dei risparmi e magari vogliono investirli in titoli di Stato per guadagnare un po di interesse.

nel primo caso il deficit e’ stato finanziato con la crescita della massa monetaria, nel secondo caso invece con il ricorso al debito. Ma il debito dello Stato e’ un credito per i cittadini, dunque e’ ricchezza per i cittadini stessi. ovvero per quei cittadini che hanno investito nel debito pubblico; in questo caso allora siamo nella situazione di uno Stato che regala soldi ai suoi cittadini, infatti lo Stato non ha bisogno di fare ricorso al debito per finanziare le opere pubbliche, perché puo’ stampare i soldi che servono, quando decide di ricorrere al debito sta facendo un regalo ai privati.

finché i privati sono una amplia platea di cittadini allora siamo nel caso di un regalo diffuso, una sorta di reddito di cittadinanza, quando pero’ la platea di finanziatori si riduce a poche istituzioni finanziarie, allora siamo nel caso di un regalo agli amici.

a questo punto lo Stato ha creato opere pubbliche finanziandole inizialmente stampando moneta, ha messo in piedi un apparato pubblico per fornire servizi ai cittadini, una parte delle opere pubbliche sono state finanziate con la tassazione, un’altra parte con nuova moneta, un’altra parte ancora con il ricorso al debito pubblico.

ora immaginiamo che lo stato decida di immettere nuova moneta in circolazione per favorire gli scambi commerciali, infatti nel frattempo l’economia del paese ‘e cresciuta notevolmente e la moneta in circolazione e’ troppo poca in rapporto agli scambi, per favore gli scambi commerciali e non perdere l’occasione per una crescita economica si rende necessario immettere nuova moneta.

lo Stato allora la stamperà, ma come fara’ ad metterla in circolazione? con quei soldi potrebbe ad esempio decidere di comprare una parte del debito pubblico in circolazione, cosi’ facendo i soldi di nuova immissione finiranno nei circuiti finanziari e poi da questi alla economia reale e, contemporaneamente, il debito pubblico si sara’ ridotto nella misura in cui ha stampato moneta.

bellissimo

ad un certo punto le banche e i potenti della finanza si ribellano a questo modo di intendere la politica monetaria, essa era una politica monetaria la servizio dei cittadini, stampando moneta da parte dello Stato esso poteva finanziare opere pubbliche, per il bene di tutti, oppure usarla ridurre il debito pubblico, debito pubblico che era usato come strumento di politica monetaria per aumentare o diminuire la massa monetaria e tenere sotto controllo il tasso di inflazione.

allora i potenti fanno pressione e convincono i governanti a rinunciare al loro potere di controllo sulle politiche monetarie, si inventano la necessita’ di affidare la decisione di quando e quanta moneta stampare togliendola allo Stato e affidandola ad un tecnico, cioe’ al governatore della banca di Italia, perche’ egli era l’unico uomo competente e capace di sapere quando fosse giusto o sbagliato stampare moneta, e poi lui era imparziale perché super partes.

ma ci credete a questa cosa?

Da questo momento in poi a decidere se stampare moneta diventa la BI, ogni anno dagli anni 70 ad oggi, cioe’ da quando il controllo delle politiche monetarie sono in capo al governatore della Banca di Italia, la massa monetaria e’ costantemente aumentata.

E’ aumentata esattamente come prima, l’ unica differenza e’ che ora, quando il Governo decide di fare opere pubbliche, le risorse necessarie a finanziarle deve prenderle a prestito, pagando interessi alle banche, e quando vuole ridurre il debito pubblico non può farlo stampando soldi, e quindi rimane intrappolato in una spirale di debito crescente.

un tempo invece quando le cose funzionavano bene, il debito saliva o scendeva in base alla valutazione del ministero delle finanze sulla base del tasso di inflazione, il debito dunque era uno strumento di politica monetaria, uno strumento tra l’altro non necessario ma solo facoltativo.

 

4. Esemplificazioni.

gli esempi che faro’ tratteranno solo il QE.

Come abbiamo spiegato prima, con il QE la BCE stampa moneta e con quella moneta presta soldi alle banche commerciali ad un tasso molto agevolato, in cambio di quel prestito la BCE chiede delle garanzie, le garanzia possono essere qualunque titolo posseduto dalla banca che fa richiesta di quel prestito, sia esso un titolo obbligazionario, azionario, fondo comune, et cetera.

badate bene che la BCE non acquista quei titoli, la proprietà di quei titoli resta in testa alla banca che li possedeva e che continua a possedere, questo fatto e’ molto importante e capirete perché più avanti.

esempio. supponiamo che la bce stampi 100 euro e li presti alla banca che chiamiamo semplicemente BC spa. la BC spa cede alla BCE un titolo di credito, non ci interessa che tipo, la BC spa a quel punto si trova in mano 100 euro, che dovrà reinvestire, se no perché ha chiesto 100 euro a prestito se non voleva farli fruttare?

a questo punto la BC spa puo’ farne ciò che vuole, potrebbe prestarli ai suoi clienti con operazioni di mutuo, per esempio, o investirli in borsa, oppure acquistare debito pubblico.

sicuramente una parte di quei soldi sono finiti in borsa, altrimenti le borse non sarebbero cresciute cosi’ come hanno fatto dopo l’allentamento quantitativo.

ora la domanda e’, le banche hanno prestato quei soldi alle imprese e alle famiglie?

la risposta e’ semplice, certamente no e per un semplice motivo, le banche commerciali non hanno bisogno di avere soldi per prestarli, il senso comune secondo il quale le banche prestino i soldi che ricevono a deposito, e’ suggestiva ma semplicemente quanto mai lontano dalla realta’.

Le banche infatti per prestare soldi ai clienti semplicemente non devono far altro che scrivere un rigo di scrittura sull’estratto conto del cliente, punto.

In un mio prossimo articolo spiegherò la tecnica bancaria che si nasconde dietro i prestiti bancari.

Visto che la BC spa non ha bisogno dei soldi della BCE per prestarli, perche’ semplicemente puo’ farlo da sola in modo “contabile”, resta l’altra ipotesi, cioe’ acquistare titoli di debito pubblico.

abbiamo visto che la BC spa usa quei 100 euro in parte per acquistare titoli di debito pubblico in parte li investe in borsa, (sicuramente non li presta ai clienti) ma cosa succede nei due casi?

 

caso 1. i soldi sono investiti in azioni.

ritorniamo all’inizio, la bce stampa 100 euro, li presta alla BC SpA la quale compra azioni in borsa, diciamo che li investe alla borsa di Milano.

per la BC SpA si e’ trattato di una vera manna scesa dal cielo, infatti grazie al QE ha potuto dare a garanzia anche titoli tossici, e lo ha fatto certamente, infatti prima del QE la BC SpA poteva chiedere soldi a prestito alla BCE dando a garanzia titolo buoni, ma ora puo’ farlo dando a garanzia anche titoli tossici, titoli prima congelati, ora invece sono liquidabili.

la conseguenza di cio’ e’ che la BC SpA puo’ investire in borsa risorse provenienti da titoli prima congelati, il che ha reso maggiormente liquidi i mercati di capitali.

 

ma la BC spa ci ha guadagnato dall’operazione?

vi ricordo che i soldi sono presi in prestito, dunque la BC spa deve pagare alla BCE un piccolo interesse, che per quanto piccolo e’ comunque un costo.

il grafico sulla borsa di Milano ci dimostra che la BC spa, che ha investito in borsa quei soldi a febbraio 2015 quando e’ iniziato il QE e poi magari li ha venduto nel corso dell’anno ha fatto un bel tredici, infatti il grafico attesta l’indice azionario della borsa di milano a gennaio 2015 pari a circa 20000 punti, nel corso dell’anno ha raggiunto piu’ volte quotazioni intorno i 22000 punti. dunque un guadagno di circa 1500 punti in media partendo da 20000. si tratta di circa il ⅞ % di guadagno nell’arco di circa sei mesi, dunque un guadagno su base annuale di circa 15%.

ricapitoliamo:

  1. la BCE ha stampato 100 euro
  2. la BC spa ha ricevuto 100 euro, dalla BCE
  3. in cambio ha dato a garanzia dei titoli di credito, la proprietà di quei titoli resta in capo alla BC spa e non alla BCE.
  4. la BC spa ha investito in borsa 100 euro
  5. la BC spa ha capitalizzato 108 euro
  6. con 100 euro ha estinto il  debito con la BCE, e gli rimane un guadagno di 8, meno il costo del finanziamento, circa 0,5%.

 

ma e’ stata creata ricchezza?

probabilmente ti starai chiedo proprio questo, e’ stata creata ricchezza? la risposta purtroppo e’ no, non e’ stata creata nessuna ricchezza, la ricchezza che si evince dal grafico della borsa di milano e’ ricchezza finanziaria, non e’ ricchezza reale, ma cosa significa mi domanderai?

quando si crea ricchezza reale e’ perché le aziende stanno producendo piu’ beni e piu’ servizi, chi acquista quei beni e servizi paga il loro prezzo e da’ i suoi soldi in cambio del bene ricevuto, chi li produce riceve quei soldi allora diventa piu’ ricco perche’ incassa soldi, ma in cambio fornisce dei beni, e per creare quella maggiore quantità di beni e servizi deve anche assumere, dunque si crea occupazione, e l’economia gira per tutti.

quando invece si crea ricchezza finanziaria non si sono creati nuovi beni  e servizi, non si e’ creata nuova occupazione, poiché non c’è maggiore ricchezza reale, il guadagno di qualcuno deve necessariamente essere una perdita per qualcun altro.

ma tu dirai che dopotutto la BC spa e’ diventata piu’ ricca ma tu comunque hai sempre il tuo posto di lavoro, guadagni lo stesso stipendio, dunque per te non e’  cambiato nulla.

cio’ che trascuri con questa tuo ragionamento miope e’ che il tuo impoverimento per effetto della speculazione finanziaria avviene piano piano, infatti negli anni sessanta lo stipendio minimo era di circa 2050 euro equivalenti oggi, ma oggi la maggior parte delle persone guadagna meno di quanto guadagnavano i nostri genitori.

I nostri genitori, magari senza neanche il mutuo in banca, si sono acquistati una casa, forse anche due, perche’ avevano capacita’ di risparmio a sufficienza da investire, invece noi oggi per comprare casa abbiamo bisogno di due stipendi, di un mutuo e magari non bastano neppure.

ora ti e’ chiaro che sei piu’ povero, e che la speculazione finanziaria ti renderà ancora piu’ povero in futuro? solo la creazione di ricchezza nel mondo reale rende tutti piu’ ricchi (e neanche sempre), nel mondo della finanza invece “loro” diventano piu’ ricchi a scapito mio e tuo.

ora ti e’ chiaro?

 

ma passiamo ora al caso 2

 

caso 2. i soldi sono investiti in debito pubblico.

una parte dei soldi ricevuti dalla BCE come abbiamo detto prima, saranno stati sicuramente investiti anche in titoli di debito governativi, in questo caso cosa succede all’economia reale?

la risposta e’: dipende, dipende cioe’ da come avviene il trasferimento.

caso 2.1.

ipotizziamo che la BC spa acquisti titoli di debito pubblico di nuove emissione, allora la moneta stampata dalla BCE diventa nuovo debito pubblico. il governo chiede nuovo debito perche’ spende in spesa pubblica (stipendi, pensioni, trasferimenti, investimenti in pubbliche strutture, sanita’ sicurezza, servizi per il cittadino in generale) piu’ di quanto incassa con le tasse, la differenza tra quanto incassa e quanto spende e’ deficit di bilancio, il deficit sono soldi che non ha, e visto che lo Stato ha deciso che non vuole stampare quei soldi, potrebbe farlo ma non vuole, allora li chiede in prestito alle banche commerciali.

quando il titolo di debito scade, lo Stato paga gli interessi alla BC spa, e rimborsa il capitale, il capitale cioe’ 100 euro vengono restituito alla BCE per estinguere il prestito e alla BC spa resta un guadagno pari al tasso di interesse dello Stato meno il tasso di interesse pagato alla BCE, ovviamente quest’ultimo e’ necessariamente più basso altrimenti non ci sarebbe convenienza.

i 100 euro che al momento della stampa erano nei forzieri della BCE ritornano nella BCE e, si estinguono, a meno che non vogliamo pensare che qualcuno nella BCE se ne impossessi con qualche stratagemma e poi li spenda a scapito nostro, ma sarebbe un reato.

caso 2.2.

la BC spa acquista titoli di debito pubblico di vecchia emissione, cioe’ titoli di debito pubblico che sono gia’ in circolazione nel mercato obbligazionario secondario, in questo caso i 100 euro sono stati trasferiti dalla banca BC spa ad un’altra banca, cioe’ quella che gli ha venduto il titolo.

a questo punto dobbiamo vedere come si comporta questa seconda banca, essa potrebbe acquistare titoli di debito pubblico di nuova emissione, e allora siamo nel caso del punto 2.1, oppure potrebbe investire in borsa, allora siamo nel caso 1 e dunque quei soldi sono serviti ad ingrassare le pance già belle grosse e piene dei finanzieri..

caso 2.3.

ma la banca o il finanziere che ha venduto il titolo di debito pubblico dello Stato italiano alla BC spa potrebbe decidere di usare quei soldi per acquistare beni reali, ad esempio proprieta’ di lusso, o terreni agricoli, o oro o altri beni tangibili,

 

5 conclusioni.

a questo punto hai gli strumenti concettuali per capire la truffa, la moneta stampata dalle banche centrali finanzia il debito pubblico, con il quale lo Stato paga interessi alle banche per finanziare le spese correnti, lo Stato ora non ha piu’ neanche i soldi per finanziare le opere pubbliche, e gli interessi sul debito sono cresciuti cosi’ tanto che deve fare nuovo debito per pagare gli interessi su quello vecchio.

se la nuova moneta di nuova immissione da parte della BCE non finanzia il debito, allora essa alimenta i mercati azionari, favorendo la speculazione e quindi, trasferendo risorse finanziarie dalla maggior parte dei cittadini che cosi’ diventano piu’ poveri a favore dei potenti della finanza che diventano sempre piu’ ricchi.

ogni tanto una parte di questi debiti pubblici in mano ai finanziari viene liquidato e con quella carta moneta stampata dalla banca centrale per diritto divino, i finanziari che sono, scusate il francesismo, “culo e camicia” con i banchieri centrali, si comprano terreni di lusso, abitazioni di lusso e altri beni reali.

c’e’ una piccola considerazione da fare: molti pensano che uno Stato in deficit debba finanziarsi a debito, questo e’ stato inculcato nella testa delle persone dai cosiddetti economisti monetaristi i cui studi falsi sono stati finanziati da Rockefeller e Carnagie, in realta’ come insegnano keynes e Mosler, e lo stesso Marx, il deficit puo’, anzi deve, essere finanziato con l’espansione della massa monetaria.

il deficit tra l’altro ( si puo’ agevolmente dimostrare con semplici esempi oppure – per i piu’ esperti in economia – con dettagliate analisi teoriche), e’ una condizione necessaria per la creazione di ricchezza nel settore privato, dunque e’ quasi sempre condizione imprescindibile.

Ma il deficit cosiddetto a credito, che crea ricchezza per tutti, risulta indigesto  ai potenti che vogliono invece prendersi parte di quella ricchezza, essi hanno usato il potere che avevano corrompendo quasi tutti i governi del mondo inventandosi il debito pubblico, debito finanziato dai banchieri, cosi’ facendo essi hanno tolto le ricchezze ai cittadini e se ne sono impossessati criminalmente a discapito di tutti noi.

il QE non serve affatto a creare occupazione, si tratta di una gigantesca attivita’ di immissione di massa monetaria che serve a due scopi, collegati tra loro, dare soldi alle banche che cosi’ diventano piu ricche, un bel regalo agli amici, le quali  comprano, con quei soldi, titoli di debito pubblico di Stato per salvare l’euro.

l’unico modo per rilanciare l’economia sarebbe stato quello di stampare enormi masse monetarie e darle agli Stati nazionali, dunque senza il passaggio delle banche e del conseguente debito, per finanziare opere pubbliche, ad esempio per mettere in sicurezza il territorio, l’edilizia pubblica, le reti di telecomunicazioni, strade, autostrade, porti, internet.

in questo modo avrebbero creato ricchezza, occupazione, sviluppo, benessere per tutti, loro lo sanno che questa e’ la strada giusta, ma questa strada non incontra i loro avidi interessi .

Tra l’altro la grande immissione di massa monetaria non ha alzato l’inflazione, siamo ancora in deflazione nonostante un tale massa monetaria, alla faccia degli economisti monetaristi filo-bustieri e filo-finanzieri che dicono bugie sapendo di dire bugie.

stampare moneta non crea necessariamente inflazione, se indirizzata nel modo giusto, senza debito perche’ uno Stato Sovrano puo’, anzi deve, finanziare il deficit di bilancio stampando moneta, non ha bisogno di prendersela a prestito,  può stamparsela da solo e questo fatto non  rea necessariamente inflazione come vogliono farvi credere.

ci hanno fato credere che lo Stato non deve stampare moneta perche’ non ha le competenze per decidere quando e’ il caso di stamparle, ma questa scelta deve essere affidata ai tecnici delle banche centrali, molto piu’ competenti.

ma allora, se questi tecnici insigni hanno deciso che oggi e’ il caso di stampare moneta, perche’ non lasciarlo fare agli Stati?, perche’ devono decidere loro come distribuire quei soldi?

il motivo e’ il debito, cosi’ facendo, cioe’ massa monetaria contro debito, loro diventano ricchi con il ritorno degli interessi, noi piu’ poveri, piu’ indebitati e alla merce’ della finanzia internazionale:
Finanza impera.

 

per approfondimenti:

la borsa di milano vale il 35% del pil italiano

http://noisefromamerika.org/articolo/qe-non-qe-ovvero-inutile-dilemma

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