la truffa dei contributi previdenziali

pensione e contributi

Circa due anni fa mi trovavo ad un corso aziendale in materia di finanza, con me c’erano circa 20  colleghi di lavoro.  l’insegnante era un consulente finanziario che lavora presso un importante studio di consulenza finanziaria nel Principato di Monaco.

Ad un certo punto l’oggetto della lezione divennero i fondi pensione; a proposito ci racconto’ della madre che percepiva una piccola pensione e si lamentava di ciò, perche’ ovviamente con quella piccola pensione non era in grado di arrivare a fine mese.

Alla domanda della mamma sul perche’ la sua pensione fosse cosi’ bassa, il figlio consulente finanziario le rispose che aveva versato pochi contributi, e L’INPS le stava semplicemente restituendo quanto aveva versato nei suoi trent’anni di contributi previdenziali, vale a dire un assegno mensile equivalente al valore attuale del montante accumulato in relazione alla sua aspettativa di vita.

una frase lunga e complessa che stava a significare che i contributi previdenziali pagati dalla mamma durante la sua vita lavorativa erano esigui, e quei risparmi previdenziali erano quindi troppo piccoli per poterle garantire una pensione adeguata. dopotutto l’Inps le stava restituendo quanto da lei versato, poco aveva versato e allora poco riceveva di assegno.

Quella frase cosi’ fredda e “calcolatrice”, quasi cinica, sebbene sembrava giusta e tutti i miei colleghi erano d’accordo, a me invece non convinceva.

Da un punto di vista della Macro-economia infatti, i contributi previdenziali altro non sono che semplici tasse, tasse sul reddito, i contributi infatti sono calcolati in percentuale del reddito percepito. In Macro-economia non fa alcuna differenza tra tasse, imposte, contributi previdenziali, in Macro-economia le tasse altro non sono che somme che lo Stato drena dal settore privato per tenere sotto controllo l’inflazione.

Se non ci fossero le tasse infatti, lo Stato dovrebbe sostenere le proprie spese in personale, investimenti e spese stampando interamente moneta, la massa monetaria da stampare ogni anno in aggiunta  a quella esistente sarebbe cosi’ alta da fare crescere in modo spropositato l’inflazione, ecco allora che lo Stato interviene con le tasse, drena gran parte dei soldi di cui ha bisogno mediante tassazione, la massa monetaria cresce di poco e l’inflazione e’ sotto controllo.

Dunque i contributi previdenziali sono una semplice tassa, una delle tante.

Aver fatto credere come tutti credono – i miei colleghi e quel consulente finanziario, bravissimo in ambito finanziario ma carente in macro-economia – che i contributi previdenziali siano dei risparmi che accantoniamo per il nostro futuro e’ una falsità; i soldi che noi paghiamo allo Stato come tasse o contributi sono semplicemente e indistintamente tasse  che finiscono nel calderone che e’ il conto corrente del ministero delle Finanze da cui il Governo attinge per alimentare la macchina burocratica, cioè pagando stipendi ai dipendenti pubblici, acquistando materiale, facendo investimenti o erogando servizi, come i servizi sanitari e i servizi previdenziali appunto.

ma allora dov’è la truffa?

la truffa sta nel fatto che ogni Stato moderno e civile ed equo dovrebbe far pagare tasse in modo proporzionale alla capacita’ economiche dei suoi cittadini per cui chi ha meno deve pagare meno e chi ha di piu’ deve pagare di piu’, mentre i servizi forniti dallo Stato dovrebbero essere inversamente proporzionali al reddito, per cui i meno abbienti dovrebbero ricevere servizi sociali gratuiti (istruzione, sanita’, previdenza)   mentre i piu’ ricchi e benestanti dovrebbero pagare per quei servizi, o comunque contribuire maggiormente.

ora il punto e’ questo, la tassa chiamata dal governo con il nome di contributi previdenziali e’ una tassa pagata correttamente in modo proporzionale al reddito percepito (in realta’ nemmeno tanto perche’ per gli autonomi e’ previsto un minimo di circa 833,00 € anche se il reddito e’ nullo), ed in piena conformità alla Costituzione (e al buon senso) che prevede che le tasse siano proporzionali alle capacita’ economiche degli individui, ma la prestazione previdenziale fornita dallo Stato non e’ equa, essa e’ erogata con trasferimenti che non sono inversamente proporzionali al reddito degli individui che la ricevono, i piu’ ricchi ricevono pensioni milionarie mentre i povere ricevono servizi previdenziali scadenti e pari a qualche centinaio di euro.

Farti credere che la pensione sia un assegno proporzionale a quanto risparmiato con i contributi versati e’ semplicemente falso, e’ una tecnica mediatica per influenzare la tua opinione e farti credere, ovvero a far credere a quella povera anziana mamma del consulente finanziario che e’ giusto percepire una pensione di 500 euro al mese, e allo stesso modo e’ giusto che lo Stato paghi pensioni d’oro ai top manager di aziende o banche, magari pari a qualche milione di euro perche’ loro hanno pagato tantissimi contributi previdenziali, hanno accumulato risparmi enormi e ora giustamente percepiscono quanto risparmiato.

Conclusioni.

Bisogna invece capire che tra contributi pagati e le pensioni ricevute non c’è nessuna relazione.

I contributi sono tasse pagate in modo proporzionale ai redditi (il che e’ giusto) e le pensioni sono dei servizi erogati dallo Stato pure in modo proporzionale (il che e’ sbagliato), ai ricchi vengono erogati servizi pensionistici più alti (assegni pensionistici cospicui) e ai poveri servizi pensionistici più bassi (le pensioni sono proporzionali ai pochi contributi versati).

Le pensioni invece dovrebbero essere uguali per tutti, indipendentemente dai contributi versati, vi hanno fatto credere che è giusto così, più contributi versi più alta sarà la pensione, ma allora lo stesso ragionamento potrebbe valere anche per la sanità: si introduce una tassa e la chiamiamo contributi sanitari (non previdenziali) allora in base a questo ragionamento sarebbe giusto che il ricco ricevi una sanità gratis, dal momento che percependo stipendi alti paga anche contributi sanitari alti, il ceto medio invece dovrebbe pagarne il 50% del costo (perche’ paga contributi sanitari in misura minore di chi e’ ricco), il povero dal canto suo che non versa contributi sanitari allora dovrebbe pagare la prestazione al costo pieno.

insomma quella della previdenza e’ una truffa per fornire servizi diseguali a favore dei più abbienti e a danno dell’equità sociale.

tra l’altro confrontare erroneamente i contributi previdenziali con le pensioni, legando le secondo a quanto accumulato per mezzo delle prime, alimenta una spirale pericolosa, costrignerebbe lo Stato a fare tagli sulla spesa pubblica, in particolarmodo su quella pensionistica, lo costringerebbe ada alzare l’eta’ pensionabile, e a togliere o diminuire la spesa sociale in generale.

in pratica contribuisce ad innescare quel meccanismo di tagli di spesa e aumento della tassazione, in altre parole “austerity”, parola famosa che’ e’ stata il pretesto grazie al quale i potenti si stanno comprando i servizi essenziali degli Stati, le sue aziende piu’ profittevoli, gli immobili di Stato piu’ prestigiosi.

Si tratta del solito schema grazie al quale le potenti lobby riescono ad espropriare le ricchezze delle nazioni, a danno dei cittadini e a vantaggio tutto loro.

 

un altro vantaggio per i potenti sta nel fatto che, poiche’ percepiremo poco di pensione, allora dobbiamo farci un fondo pensione per garantirci una vita dignitosa  in eta’ anziana, dopotuto questo era anche il messaggio fatto passare con l’esempio della mamma da parte del consulente finanziario, essi creano il bisogno per un qualcosa di cui non avremmo bisogno in uno Stato di Diritto, e a guadagnarci per questo bisogno sono i soliti potenti banchieri. Un po quello che succede nella sanita’, la sanita’ non funziona perché giova alle multinazionali della sanita’, a Big Pharma e alle assicurazioni.

loro creano il disservizio e poi offrono una soluzione, a pagamento.

 

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