i dati ISTAT sull’occupazione sono la prova che il Jobs Act non funziona.

jobs act di Renzi

E’ di oggi la notizia pubblicata dall’ISTAT che il tasso di disoccupazione e’ diminuito mentre sono aumentati gli occupati sopratutto a tempo indeterminato, non si e’ fatto attendere il primo ministro italiano Renzi il quale ha trionfato su Twitter che era merito del suo jobs act.

Prima di analizzare i dati e’ il caso intanto di presentarli, i dati pubblicati dall’istituto di statistica rieletti dal Governo indicano un aumento degli occupati rispetto al mese precedente di circa 36 mila unita’ cosi’ distribuiti, 40 mila nuovi contratti a tempo indeterminato, 28 mila nuovi lavoratori autonomi ed un calo dei contratti a tempo indeterminato di circa  32 mila unita’.

la prima osservazione da fare a questi primi dati e’ abbastanza facile, se si sommano i dati dei lavoratori a tempo indeterminato (40 mila), quelli con contratto a termine (- 32 mila) e i nuovi autonomi (+ 28 mila) otteniamo effettivamente la somma tanto vantata del primo ministro italiano, cioe’ 40+28-32=36 mila nuovi lavoratori.

Ma dovendo valutare il jobs act non dovremmo tenere in considerazione gli autonomi, infatti il jobs act sarebbe, nell’intenzione del governo, una misura legale sul mercato del lavoro che mira ad aumentare gli occupati a tempo indeterminato, eliminando sostanzialmente le garanzie dell’articolo 18 ai nuovi assunti cosi’ da rendere conveniente per le imprese assumere a tempo indeterminato, grazie al jobs act il contratto a tempo indeterminato diventerebbe difatti un contratto il cui termine e’ a discrezione dell’impresa.

A prescindere ora dalla valutazione di merito sul jobs act di Renzi che io giudico assolutamente negativo per i motivi prima esposti  e su questo punto mi esprimerò in un altro mio articolo, volendo invece rimanere sui dati numerici allora per valutare il jobs act dovremmo considerare solo i contratti a termine che sono stati trasformati in contratti a tempo determinato, e non dovremmo considerare gli autonomi, allora il calcolo corretto sarebbe non piu’ di 36 mila nuovi occupati ma di 8 mila (40 mila nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato meno 32 mila posti di lavoro a termine non rinnovati). Dunque il saldo positivo rispetto al mese precedente sarebbe molto meno trionfalistico di quanto vorrebbe farci credere il governo.

Ma volendo essere piu precisi, i fatti sembrano invece dimostrare che il saldo nella realta’ e’ addirittura negativo, infatti gli autonomi altro non sono che probabilmente persone con contratto a tempo determinato che non si sono visti rinnovati i contratti di lavoro dalle imprese per le quali lavoravano e non hanno trovato impiego presso nessun’altra azienda, dunque sono stati costretti ad aprirsi partita iva. Per essere piu’ precisi, negli ultimi periodi, non necessariamente tra ottobre 2015 e novembre 2015 ma precedentemente, i contratti a tempo determinato sono diminuiti di 60 mila unita’, di questi 60 mila solo 40 mila hanno visto trasformato il loro contratto da contratto a termine a contratto a tempo indeterminato in novembre, mentre altri 28 mila avevano perso il loro lavoro nei mesi precedenti e, dopo averlo cercato inutilmente e scoraggiati dalla ricerca infruttuosa di lavoro, nel mese di novembre si sono decisi ad aprire una posizione iva per sbarcare il lunario.

Alcuni potrebbero ipotizzare che, i nuovi autonomi in realta’ erano disoccupati che hanno aperto una impresa, dunque un fatto di per se positivo, in realtà se cosi’ fosse dovrebbe necessariamente salire il numero di persone occupate e quindi, scendere contemporaneamente il numero di persone inattive, ma la stessa ISTAT ci dice che il numero di persone inoccupate e’ rimasto costante rispetto al mese precedente e questo dimostra la mia ipotesi, cioe’ nonostante il jobs act l’occupazione non solo sta diminuendo, ma aumenta in proporzione i lavoratori con contratti privi di garanzie, e quelli che hanno le garanzie del lavoro fisso in realtà anche loro, proprio  per effetto del jobs act, di garanzie ne hanno ben poche.

Ma a rendermi davvero scettico e pessimista sui risultati fin qui raggiunti dal governo Renzi in materia di politiche per il lavoro sta la constatazione che il lavoro, che in un anno e’ un po aumentato, e’ aumentato solo per effetto delle condizioni contingenti favorevoli, cioe’ risparmi di spesa per il ministero del’economia grazie ai bassi tassi di interessi per effetto del Quantitave Easing della BCE, e bassi costi di produzione per effetto del basso costo dell’energia e delle materie prime. Se nonostante questi effetti positivi sull’economia e gli effetti del jobs act che hanno ridotto le garanzie per i lavoratori, gli effetti sono stati cosi’ modesti, allora mi chiedo cosa succederà’ quando le condizioni favorevoli che stiamo vivendo finiranno e le imprese si troveranno di nuovo a confrontarsi con una realtà piu difficile di quella attuale.

Inoltre quei piccoli mediocri risultati raggiunti dal governo sul lavoro sono stati ottenuti a spese dei lavoratori stessi, infatti le politiche adottate negli anni anche dai governi precedenti e continuate con quello attuale hanno ridotto le garanzie per i lavoratori e soprattutto hanno ridotto i loro stipendi. Il grafico mostra lo sviluppo degli stipendi in Italia negli ultimi anni.

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il grafico la cui fonte e’ autorevole, trattasi infatti di studi OCSE, mostra che gli stipendi italiani nella decade dal 1991 al 2011 sono rimasti costanti mentre gli stipendi della Germania e della Francia sono aumentati in media del 15%.

Con stipendi piu’ bassi rispetto ai partner europei la domanda di lavoro aumenta necessariamente perché’ aumenta la competitività delle nostre imprese rispetto a quelle straniere che invece devono fare i conti con stipendi piu’ alti, ma il gioco cosi’ e’ fin troppo facile, anche mio figlio di 8 anni sarebbe capace di aumentare l’occupazione con una riduzione relativa degli stipendi rispetto alla concorrenza europea, il vero successo per un governo sarebbe riuscire ad aumentare gli stipendi dei lavoratori e contemporaneamente anche l’occupazione, questo si che sarebbe un vero successo ed un governo capace di cio’ avrebbe il mio e spero anche il vostro, piu’ grande plauso.

 

per approfondimenti:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/07/lavoro-istat-a-novembre-disoccupazione-all113-il-minimo-dal-2012-occupati-stabili-su-di-40mila-unita/2354443/

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-01-07/istat-disoccupazione-novembre-cala-all-113percento-minimi-3-anni-tornano-crescere-occupati-36mila-094223.shtml?uuid=ACrAxY5B

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